| Giuseppe Maio |
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| Sabato 23 Gennaio 2010 18:46 |
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Festa di Sant’Annibale al Santuario Madonna della Guardia - Messina 1° giugno 2007 “Risuoni come canto il tuo ROGATE e sia l’emblema della nostra vita…” con questo inno, veniva accompagnato l’ingresso del sacerdote, dei ministranti e della Reliquia di Sant’Annibale. La celebrazione ha avuto luogo nella terrazza antistante il conventino delle Suore nella stessa località dove l’apostolo del Rogate innalzò alla Madonna della Guardia un piccolo santuario. Qui Padre Annibale, dopo essere stato consolato dall’apparizione della dolcissima “Bambinella Maria”, il 1° Giugno 1927, nacque al cielo. Oggi il ricordo di Padre Annibale è ancora vivo, tutto ci parla di lui, sembra un evento di alcuni anni fa e invece da quel 1° giugno 1927 sono già trascorsi ottanta anni. Padre Michele Marinelli, RCJ nella sua omelia ha sottolineato la brevità del tempo e proprio per questo siamo chiamati a vivere su questa terra considerando la beatifica eternità. Vale la pena vivere bene questo breve “spazio” di tempo, proprio come ha fatto Annibale M. Di Francia che, spendendo tutta la sua vita per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli, dalla chiesa universale ora è posto per noi tutti modello di santità.
Nel corso della S. Messa, riflettevo sul meraviglioso dono che il Signore mi stava accordando cioè di ritrovarmi lì, a distanza di ottanta anni! Ritrovarmi insieme a tanti altri per celebrare l’Eucaristia nel luogo santificato da Padre Annibale con la particolare offerta dei suoi ultimi 22 giorni di vita. Celebrare l’Eucaristia ispirati dal nostro Santo che ha fatto dell’Eucaristia il centro di tutta la sua esistenza, trovandovi in Essa l’ispirazione - carisma dei carismi : l’intelligenza del ROGATE. Che mistero il tempo! Dovettero passare più di duemila anni perché il divino comando, la preghiera delle preghiere, quasi coperta da un velo, nascosta tra le righe del Santo Vangelo, venisse “scoperta” da un uomo che ha fatto del suo cuore il tabernacolo della carità cristiana e la sua vita lampada accesa col fuoco del divino zelo, alimentata dall’olio purissimo dell’ intimità divina. Il 1° Giugno 2007, al Santuario, soffiava una leggera brezza serale e mi è rimasta impressa l’immagine degli stendardi che dolcemente cullavano il volto del nostro Santo e mi sono detto è successo proprio così a Sant’Annibale: si è lasciato accarezzare dal soffio dello Spirito Santo, delicato ma insistente, quel soffio dello Spirito che gli ha ispirato il santo carisma della rogazione evangelica … che mistero! Gli anni passano, ma i Doni dello Spirito rimangono sempre vivi e veri, luce per l’umanità. Più di duemila anni per scoprire quella divina Parola “Rogate”, e circa ottanta anni per fare di questo carisma il “cuore pulsante” della Chiesa! Rogate, oggi riconosciuto la preghiera per eccellenza della Chiesa Cattolica e penso al Santo Padre Paolo V! che ha consacrato la IV Domenica dopo Pasqua alla Preghiera mondiale per le vocazioni, un invito a tutti, specialmente ai cristiani per rispondere al comando di Gesù . La messe è molta , gli operai sono pochi, “Rogate”, pregate dunque il Padrone della messe … Il 1° Giugno, lì, sul terrazzo del Santuario che domina l’incantevole scenario dello Stretto, l’intero popolo di Dio, ciascuno secondo il proprio stato di vita è invitato a pregare il “Padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe”; ciascuno è al contempo convocato, ad essere operaio della mistica vigna e messe nel lasciarsi amare e curare dal Signore. La processione, con la reliquia di Sant’Annibale, è stata animata da canti e preghiere alternati con motivi religiosi eseguiti dalla banda di Faro Superiore. I numerosi fedeli in processione richiamati da un profondo anelito di scoprire nei santi il passaggio del divino nella loro vita è simbolo di tutto l’incessante e instancabile operato del Santo Padre Annibale M. Di Francia. Egli a distanza di 80 anni dal suo ingresso in paradiso, ci invita ancora, ad andare dietro al Cristo quali operai della messe; ci invita ad andare per le strade del mondo per “gridare” il santo monito del ROGATE e portare ciò che dietro di esso si nasconde: la profonda carità di Cristo che ci impegna a donare tutti noi stessi per collaborare alla salvezza delle anime e rendere al Padre Celeste la dovuta Gloria del suo Nome Santo. Giuseppe Maio |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 19:16 |




